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Medvedev, altra semifinale a Shanghai: «La chiave è servire bene». Sfida inedita con Jodar

Le parole del tennista russo.

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Daniil Medvedev continua a trovare nella tournée asiatica un terreno favorevole. Per il secondo anno consecutivo, il russo raggiunge le semifinali sia all’ATP 500 di Pechino sia al Masters 1000 di Shanghai, confermando la propria continuità in Cina. Con il successo su Tommy Paul per 6-3, 1-6, 6-3, il numero 5 del mondo ha centrato inoltre la 19ª semifinale della carriera nei tornei Masters 1000.

Il bilancio stagionale in Cina sale così a 11 vittorie, considerando anche il titolo conquistato a Hangzhou in finale contro Andrey Rublev.

Medvedev: «Sono contento di come ho alzato il livello»

Dopo la vittoria su Paul, Medvedev ha escluso di aver avuto problemi fisici e ha spiegato come ha gestito il secondo set, perso nettamente dopo aver conquistato il primo.

«È stato comunque equilibrato, perché ho preso break solamente alla quarta occasione, su un doppio fallo. Poi ho avuto due chance per rientrare, e quando ho subito il secondo break mi sono detto di riordinare le idee e pensare al terzo set».

Il russo si è detto soddisfatto della propria prestazione, individuando nel servizio e nella solidità i fattori decisivi: «Sono contento di come ho alzato il livello. Ho servito bene e sono rimasto solido, e quella è stata la chiave».

La sfida con Jodar e la ricetta del russo

In semifinale Medvedev affronterà per la prima volta in carriera lo spagnolo Rafael Jodar, classe 2006 e numero 13 del mondo, reduce dal successo contro Casper Ruud.

Il russo ha spiegato di non voler stravolgere il proprio gioco in base all’avversario, soprattutto su una superficie veloce. «È vero che quando si guarda Federer contro Djokovic, o Novak contro Nadal, pensiamo sempre che un po’ si adattino alla partita, ma è vero anche che Novak nel resto delle partite gioca sempre lo stesso tennis. Cerca di servire bene, con qualche bello scambio e poi prova a strappare il servizio all’avversario».

Medvedev ha poi sintetizzato la propria strategia: «Penso che soprattutto su un campo veloce tutto si riduca a questo: provare a fare break, servire bene e con qualche ace, chiunque ci sia dall’altra parte della rete».

Jodar, invece, ha sottolineato l’importanza di adattarsi alle caratteristiche di chi si trova dall’altra parte della rete: «In ogni partita devi sapere cosa fare, perché ognuno ha uno stile differente».

Due tra i migliori ribattitori del circuito

La semifinale metterà di fronte due giocatori particolarmente efficaci in risposta. Nei rispettivi quarti di finale, Medvedev ha convertito quattro palle break su dodici, mentre Jodar ne ha sfruttate cinque su quindici.

Anche le statistiche stagionali confermano il valore dei due tennisti in questo fondamentale: lo spagnolo occupa il terzo posto nel rating ATP in risposta con 159,3, mentre Medvedev è quinto con 154,4, alle spalle di Jannik Sinner.

La sfida promette quindi un confronto equilibrato, nel quale il rendimento al servizio potrebbe assumere un peso decisivo. Come ha evidenziato lo stesso Medvedev, riuscire a mantenere solidità nei propri turni di battuta sarà fondamentale per conquistare un posto in finale.