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Wimbledon, i big tornano a protestare sul prize money: la risposta dell’All England Club

Il tema della distribuzione dei premi torna al centro del dibattito nel tennis mondiale. Dopo le richieste avanzate durante il Roland Garros, i principali giocatori dei circuiti ATP e WTA hanno deciso di proseguire la protesta anche in vista di Wimbledon. Secondo quanto riferito da Sky Sports, i tennisti guidati dai numeri uno del mondo…

Il tema della distribuzione dei premi torna al centro del dibattito nel tennis mondiale. Dopo le richieste avanzate durante il Roland Garros, i principali giocatori dei circuiti ATP e WTA hanno deciso di proseguire la protesta anche in vista di Wimbledon.

Secondo quanto riferito da Sky Sports, i tennisti guidati dai numeri uno del mondo Jannik Sinner e Aryna Sabalenka ridurranno gli impegni con i media nel corso del torneo. Resteranno confermate soltanto le conferenze stampa della durata di 15 minuti previste nel media day e durante la prima settimana dello Slam londinese.

Il nodo del prize money

Alla base della protesta resta la richiesta di una diversa ripartizione dei ricavi generati dai tornei del Grande Slam.

Pur avendo aumentato il montepremi complessivo fino alla cifra record di 64,2 milioni di sterline, Wimbledon continua a essere al centro delle rivendicazioni dei giocatori. Secondo quanto riportato da Eurosport, questa somma rappresenta il 15,2% dei ricavi dichiarati dall’All England Club nel 2025, pari a 423,6 milioni di sterline.

Una percentuale che, secondo le richieste avanzate dai tennisti, resta inferiore rispetto a quella ritenuta adeguata.

La replica degli organizzatori

L’All England Club ha risposto ufficialmente attraverso un proprio portavoce, esprimendo sorpresa per l’iniziativa dei giocatori.

“Siamo sorpresi e delusi da questa iniziativa. A Wimbledon mettiamo i giocatori al centro di tutte le nostre decisioni e investiamo ogni anno somme considerevoli a loro favore. Quest’anno il montepremi complessivo è aumentato del 20%, raggiungendo i 64,2 milioni di sterline, il più grande incremento nella storia del torneo. A ciò si aggiunge l’investimento di centinaia di milioni di sterline per il miglioramento delle strutture dedicate ai giocatori, nell’ambito di una trasformazione triennale volta a creare un ambiente di preparazione e prestazione sportiva di livello mondiale”.

Il confronto resta aperto

La posizione delle due parti rimane quindi distante. Da un lato i giocatori chiedono una quota maggiore dei ricavi generati dagli Slam, dall’altro Wimbledon rivendica gli investimenti effettuati negli ultimi anni sia sul montepremi sia sulle infrastrutture dedicate agli atleti. La questione si conferma uno dei temi più rilevanti alla vigilia del torneo londinese.