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Australian Open, dietrofront sui cinque set: il torneo smentisce il CEO Abdo

L’aggiornamento sulla questione.

Le recenti dichiarazioni del nuovo CEO di Tennis Australia, Andrew Abdo, avevano acceso il dibattito sul possibile futuro degli Slam. L’ipotesi di modificare il formato delle partite, riducendo il ricorso ai match al meglio dei cinque set, aveva fatto rapidamente il giro del mondo del tennis. A distanza di pochi giorni, però, è arrivata una presa di posizione che sembra chiudere la questione.

Le parole di Abdo e il dibattito sui formati

Durante SportNXT, evento dedicato al business dello sport andato in scena a Melbourne, Abdo aveva aperto alla possibilità di innovazioni significative nel tennis del futuro. Tra le ipotesi citate figuravano una revisione del sistema di punteggio e una riduzione delle partite disputate sulla distanza dei cinque set.

Un tema tornato d’attualità anche dopo quanto accaduto allo US Open, dove diverse sessioni serali si sono concluse nelle prime ore del mattino. Emblematico il quarto di finale tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton, terminato alle 3:34 locali dopo oltre quattro ore di gioco.

La risposta dell’Australian Open

Le parole del dirigente non sono però rimaste senza conseguenze. Attraverso i propri canali ufficiali, l’Australian Open ha pubblicato un messaggio che ha assunto i contorni di una vera e propria smentita.

«Sebbene l’innovazione faccia parte del DNA dell’Open d’Australia, il tennis al meglio dei cinque set è qui per restare», ha scritto il torneo, anticipando inoltre novità che verranno presentate in vista dell’edizione 2027.

Un chiarimento che ha immediatamente raffreddato le speculazioni su possibili rivoluzioni regolamentari nel primo Slam della stagione.

Perché i cinque set restano un tema centrale

La questione non riguarda soltanto la durata degli incontri. Modificare il formato degli Slam significherebbe intervenire su uno degli elementi che più caratterizzano il tennis maschile nei Major.

Le statistiche mostrano infatti come il rendimento dei grandi campioni cambi sensibilmente tra partite al meglio dei tre set e incontri sulla lunga distanza. Giocatori come Rafael Nadal, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz hanno costruito parte della loro superiorità proprio nella capacità di emergere nei match più lunghi e logoranti.

Per questo motivo molti addetti ai lavori considerano il tennis al meglio dei cinque set una disciplina con dinamiche tecniche, tattiche e mentali differenti rispetto ai tradizionali tornei del circuito ATP.

Nessuna rivoluzione all’orizzonte

Almeno per il momento, dunque, l’Australian Open non sembra intenzionato a seguire la strada ipotizzata da Abdo. Il messaggio pubblicato dagli organizzatori conferma la volontà di preservare una delle caratteristiche storiche degli Slam, pur mantenendo aperta la porta a innovazioni in altri ambiti dell’evento.

Il dibattito sul futuro del tennis resta aperto, ma sui cinque set la posizione di Melbourne appare, oggi, piuttosto chiara.