Cobolli, il padre-coach Stefano svela il lavoro su mente e servizio: "Siamo a metà dell'opera"
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Cobolli, il padre-coach Stefano svela il lavoro su mente e servizio: “Siamo a metà dell’opera”

Stefano Cobolli, padre e coach di Flavio, rivela i due pilastri del percorso di crescita del figlio: la disponibilità mentale e un servizio da trasformare in arma. “Siamo a metà dell’opera”.

Il percorso di crescita di Flavio Cobolli passa attraverso un lavoro mirato su due fronti, quello mentale e quello tecnico. A svelare i dettagli del progetto è il padre e coach Stefano Cobolli, che dal Roland Garros traccia la rotta per il futuro del figlio, sottolineando come i progressi siano evidenti ma il cammino sia ancora lungo.

La doppia chiave: disponibilità e servizio

Il primo aspetto su cui si concentra il lavoro è la mentalità. “Ho cercato di fargli capire quanto sia importante la disponibilità nei confronti di chi lo aiuta”, ha spiegato Stefano Cobolli. Un cambiamento di atteggiamento che sta portando frutti concreti. “Questa disponibilità, che lui sta iniziando ad avere, fa vedere i risultati in campo”. L’altro pilastro è puramente tecnico e riguarda un colpo specifico. Si sta lavorando intensamente sul servizio. L’obiettivo è chiaro: deve diventare un’arma. Secondo il padre-coach, il colpo sta migliorando, ma la trasformazione richiede pazienza e dedizione. “Ci vuole tempo. Siamo ancora a metà dell’opera”.