«Il tempo è passato davvero velocemente. Ho cercato di dare tutto, in ogni partita, per essere il giocatore e la persona migliore possibile. Si chiude un capitolo e se ne apre un altro». Con queste parole David Goffin saluta il tennis professionistico dopo la sua ultima partita, disputata all’ATP 250 di Bruxelles, il torneo di casa scelto per chiudere una carriera durata quasi vent’anni.
La sconfitta contro Alex Michelsen ha segnato la fine del percorso agonistico del belga, accolto al termine dell’incontro dall’abbraccio della famiglia, dei tifosi, dei compagni e degli avversari che hanno condiviso con lui tante stagioni sul circuito.
L’omaggio di Bruxelles e le emozioni dell’ultimo saluto
Dopo la partita, Goffin è tornato in campo indossando una giacca nera dedicata alla sua carriera. Sul davanti comparivano le iniziali DG e il numero 07, la sua migliore posizione nel ranking mondiale, racchiusi in un cuore bianco. Sul retro, invece, la scritta «Game. Set. Merci» accompagnata dal soprannome «La Goff».
Il direttore del torneo Dick Norman gli ha consegnato un premio alla carriera, ricordando il contributo del belga alla storia del tennis nazionale. «Hai giocato match incredibili, hai ottenuto vittorie indimenticabili, hai ispirato generazioni di giovani giocatori e di appassionati, hai avuto un ruolo da protagonista nella storia del tennis belga», ha dichiarato Norman, sottolineando anche il legame personale tra i due: «Ho giocato il mio ultimo match in carriera in doppio con te, a Rosmalen», nel 2013.
La commozione di Goffin è cresciuta durante la proiezione di un video dedicato alla sua carriera e nel successivo applauso ritmato del pubblico presente sugli spalti. Un secondo filmato ha raccolto i messaggi di diversi protagonisti del circuito, tra cui Rafael Nadal e Grigor Dimitrov, suo avversario nella finale delle Nitto ATP Finals del 2017.
Particolarmente sentite le parole di Zizou Bergs, oggi il belga meglio classificato nel ranking ATP: «Grazie per essere un grande uomo nella nostra piccola nazione».
Il ringraziamento alla famiglia: «Con mia moglie ho ottenuto la vittoria più bella»
Il momento più intimo della cerimonia è arrivato con i messaggi dei familiari. La madre ha espresso tutto il suo orgoglio per il percorso del figlio, mentre la moglie Stephanie ha ricordato gli anni trascorsi insieme e la sua dedizione alla famiglia. Al loro fianco c’era anche la figlia Emma, nata nel settembre 2024.
Nel suo discorso, Goffin ha ringraziato gli amici e i genitori per il sostegno ricevuto e per avergli trasmesso l’educazione e l’ambizione necessarie a raggiungere i propri obiettivi. Poi le parole dedicate alla moglie: «È stata una vita a 100 all’ora, si è adattata a tutto fin dal primo giorno perché io potessi vivere della mia passione. Con lei ho ottenuto la più bella vittoria della mia vita, mia figlia Emma».
Il belga ha rivolto un pensiero anche agli avversari e ai tifosi che lo hanno accompagnato nel corso degli anni. «Grazie a tutti quelli che hanno giocato un ruolo nella mia carriera. È stato un percorso magnifico. È il momento di passare la mano, e per voi di sostenere i giocatori belgi che verranno dopo di me», ha concluso.
I numeri di una carriera da protagonista
Professionista dal 2009, Goffin chiude la carriera con sei titoli ATP. Nel 2014 si è imposto a Kitzbühel e Metz, nel 2017 ha conquistato Shenzhen e Tokyo, mentre nel 2021 ha vinto a Montpellier e nel 2022 a Marrakech.
La stagione più importante è stata quella del 2017, quando ha stabilito il proprio record personale di 59 vittorie e raggiunto la finale delle Nitto ATP Finals, chiudendo l’anno al numero 7 del mondo. Nel torneo di Londra riuscì a battere sia Rafael Nadal, allora numero 1 del ranking, sia Roger Federer, numero 2, entrando nel ristretto gruppo di giocatori capaci di sconfiggerli entrambi nello stesso evento.
Primo belga a entrare nella Top 10, a qualificarsi per le Nitto ATP Finals, a battere un numero 1 del mondo e a raggiungere una finale Masters 1000, a Cincinnati nel 2019, Goffin ha terminato la stagione tra i primi 25 del ranking per sette anni consecutivi, dal 2014 al 2020.
Nel suo palmarès figurano anche quattro quarti di finale nei tornei del Grande Slam: al Roland Garros nel 2016, agli Australian Open nel 2017 e a Wimbledon nel 2019 e nel 2022. Con la nazionale belga ha inoltre raggiunto due finali di Coppa Davis, nel 2015 e nel 2017.
Un percorso che si chiude davanti al pubblico di casa, tra applausi e commozione, lasciando il segno nella storia del tennis belga.




