Juan Carlos Ferrero non esclude la possibilità di allenare Jannik Sinner in futuro, nonostante il legame professionale che lo ha unito a Carlos Alcaraz. L’ex allenatore dello spagnolo, intervistato da AS, ha ribadito di voler proseguire il proprio percorso di crescita e di essere pronto a valutare un’opportunità di alto livello, senza considerarla un gesto contro il suo ex allievo. Nel corso della stessa intervista, Ferrero ha speso parole importanti anche per Alexander Zverev, difendendone i meriti e il successo al Roland Garros.
Ferrero non chiude la porta a Sinner
Il nome di Ferrero continua a circolare tra i possibili candidati per il futuro dello staff di Sinner. Con la stagione 2026 ormai agli sgoccioli e diversi interrogativi sugli assetti dei team dei migliori giocatori, resta da capire anche quale sarà il futuro di Darren Cahill al fianco dell’azzurro, una volta superati i problemi al ginocchio.
Interpellato sulla possibilità di allenare il numero uno italiano, Ferrero ha riconosciuto le qualità del campione altoatesino e la difficoltà di affrontarlo quando è al massimo della condizione.
«Sinner è un giocatore spettacolare. Ha già dimostrato che, quando è al massimo della forma, è molto difficile da battere», ha dichiarato lo spagnolo, che conosce bene le caratteristiche dell’azzurro anche grazie al lavoro svolto con Alcaraz.
Ferrero è consapevole che un’eventuale collaborazione potrebbe suscitare reazioni contrastanti, soprattutto in Spagna, dove potrebbe essere interpretata come una scelta contro Alcaraz. L’ex coach, però, ha chiarito che non sarebbe questa la sua intenzione.
«Sto cercando di crescere come allenatore e, se si presentasse un’opportunità di questa portata, credo che la gente dovrebbe capirlo. Non andrò contro nessuno, men che meno contro Carlos», ha spiegato Ferrero, sottolineando come la stessa situazione potrebbe presentarsi anche lavorando con un altro giocatore.
Ferrero difende Zverev: “Si merita tutto”
Nell’intervista a AS, Ferrero ha parlato anche di Alexander Zverev, con cui aveva collaborato nelle prime fasi della carriera del tedesco. Il rapporto professionale si era interrotto a causa di differenti interpretazioni del concetto di professionalità, ma tra i due è rimasta una buona intesa.
«A volte si prendono delle decisioni e, con la maturità, ci si rende conto che si sarebbero potute prendere in modo diverso», ha raccontato Ferrero, spiegando che le differenze riguardavano soprattutto le rispettive abitudini e il modo di intendere il lavoro.
L’ex allenatore di Alcaraz ha ricordato di aver scritto a Zverev dopo la vittoria al Roland Garros, riconoscendone l’impegno e la dedizione. Per Ferrero, il tedesco merita pienamente i risultati ottenuti e non dovrebbe essere penalizzato dalle assenze dei principali rivali.
«Sascha si allena tantissimo, è molto professionale e ci ha provato con tenacia», ha affermato, respingendo le critiche secondo cui il successo sarebbe arrivato soltanto grazie all’assenza di Sinner o Alcaraz.
Secondo Ferrero, gli infortuni fanno parte dello sport e non possono cancellare il valore di una vittoria. Zverev, inoltre, ha dimostrato più volte di poter competere alla pari con i migliori, senza essere un avversario facile da superare.
Il giudizio dell’ex coach è quindi netto: il percorso del tedesco è frutto del lavoro e della perseveranza, qualità che meritano di essere riconosciute indipendentemente dalle circostanze in cui arrivano i successi.




