Un centro tennistico moderno non è solo un insieme di campi, ma un ecosistema complesso progettato per la competizione d’élite, lo sviluppo degli atleti e il coinvolgimento della comunità. Il progetto del National Tennis Centre a Qiddiya City, in Arabia Saudita, offre un modello concreto di come si costruisce una struttura di riferimento per il futuro di questo sport, integrando infrastrutture avanzate e una visione multifunzionale.
Strutture da competizione e polifunzionalità
La base di un hub internazionale è la conformità ai massimi standard agonistici. Il complesso di Qiddiya City, progettato per soddisfare le specifiche di ATP, WTA e ITF, disporrà di 30 campi, di cui 28 in superficie dura e due in terra battuta. Il cuore pulsante è rappresentato dalle arene principali: un Campo Centrale da 15.000 posti e un’arena multifunzionale da 8.000, entrambe dotate di tetti retrattili. Questa soluzione tecnologica non solo permette il controllo climatico, ma trasforma gli stadi in spazi versatili capaci di ospitare concerti, eventi e-sport e altre manifestazioni, assicurando l’utilizzo della struttura durante tutto l’anno. La capacità complessiva del centro, che include anche campi secondari da competizione, raggiungerà i 33.000 spettatori.
Sviluppo degli atleti e preparazione d’élite
Oltre a ospitare i grandi tornei, una struttura all’avanguardia deve funzionare come un incubatore di talenti. Il National Tennis Centre include un centro di allenamento ad alte prestazioni con palestre, aree per l’idroterapia, spazi per la fisioterapia e zone dedicate al recupero degli atleti. L’obiettivo è duplice: da un lato, supportare la crescita dei giocatori sauditi, dai programmi per bambini fino al professionismo; dall’altro, diventare una destinazione per gli allenamenti stagionali dei migliori tennisti del mondo. Abdullah Aldawood, Managing Director di Qiddiya Investment Company, ha spiegato che il centro incarna la filosofia del “Power of Play”, pensata per “ispirare generazioni” e permettere ai nuovi talenti di “esprimere il proprio potenziale”.
Integrazione con la comunità e l’ambiente
Il modello del futuro supera l’idea dello stadio come un’entità isolata. Il progetto di Qiddiya City è pensato per essere parte integrante della vita urbana e del paesaggio circostante. Shireen Hamdan, Global Director di Populous, lo studio di architettura incaricato, ha descritto il progetto come unico per la sua “integrazione naturale e armoniosa tra spazi destinati allo sport di alto livello e strutture aperte alla comunità”. Il design prevede facciate verdi terrazzate che si fondono con le montagne Tuwaiq. Fan zone, piazze pubbliche e programmi di tennis amatoriale sono pensati per rendere il complesso una destinazione accessibile e vissuta quotidianamente, non solo durante i grandi eventi.
Un ecosistema sportivo e culturale
La visione più ampia inserisce il tennis in un contesto urbano dedicato all’intrattenimento e allo sport. Il centro sorgerà accanto a un campo da golf, un parco acquatico, uno stadio polifunzionale e un distretto per il gaming. Questa sinergia crea una destinazione completa per residenti e turisti. Secondo Ross Hutchins, CEO dell’ITF, investimenti di questo tipo sono “essenziali per la crescita sostenibile del nostro sport a livello globale”, perché creano percorsi per gli atleti e opportunità per chiunque voglia avvicinarsi al tennis. Eno Polo, CEO dell’ATP, ha aggiunto che il centro rappresenta “un’aggiunta straordinaria al panorama tennistico mondiale”, con una visione ambiziosa per il futuro della disciplina.




