Kukushkin si ritira, ma resta l’unico ad aver battuto Sinner nei confronti diretti: “Sono ancora avanti 1-0!”
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Kukushkin si ritira, ma resta l’unico ad aver battuto Sinner nei confronti diretti: “Sono ancora avanti 1-0!”

Mikhail Kukushkin saluta il tennis con un primato speciale: è l’unico giocatore in vantaggio su Sinner. Al momento del ritiro, analizza cosa rende Jannik e Alcaraz unici nel circuito.

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Mikhail Kukushkin chiude la carriera da professionista con una statistica destinata a strappargli un sorriso: è l’unico tennista ad aver terminato il proprio percorso con un bilancio positivo negli scontri diretti contro Jannik Sinner. Non si tratta di Novak Djokovic né di Carlos Alcaraz, ma del 38enne kazako, che ha salutato il circuito ad Almaty, perdendo la sua ultima partita contro Stefanos Tsitsipas. Il bilancio con l’azzurro resterà così fermo sull’1-0.

Per ritrovare quell’unico precedente bisogna tornare al 16 settembre 2019, quando Sinner, appena diciottenne, affrontò Kukushkin al primo turno dell’ATP 250 di San Pietroburgo. L’altoatesino era entrato in tabellone grazie a una wild card, ma si trovò di fronte un avversario decisamente più esperto, capace di imporsi con il punteggio di 6-3, 7-6(4) in un’ora e 39 minuti sul cemento indoor.

Eppure, il giovane Jannik aveva avuto diverse occasioni per cambiare l’inerzia dell’incontro: tre palle break nel primo game, altre quattro nel settimo e la possibilità di trascinare la sfida al terzo set. Kukushkin riuscì a sfruttare la propria esperienza, senza immaginare che quella vittoria sarebbe diventata una curiosa statistica da ricordare anche anni dopo.

«Ricordo quella partita. Sinner era giovanissimo, ma giocava già benissimo. Si vedeva che aveva qualcosa di speciale», ha raccontato il kazako. A colpirlo era stato soprattutto l’atteggiamento dell’azzurro, aggressivo e sicuro dei propri mezzi. «Non era facile prevedere che sarebbe diventato il numero uno del mondo e avrebbe vinto così tanti Slam, ma già allora aveva qualità diverse dagli altri. Colpiva con un’aggressività impressionante, realizzava tantissimi vincenti».

Poi la battuta che rende ancora più particolare quel precedente: «Sono contento di essere ancora in vantaggio 1-0 negli scontri diretti! È una bella statistica per me. Naturalmente so che allora era molto giovane, ed è anche per questo che sono riuscito a batterlo».

Sinner e Alcaraz, due fenomeni fuori categoria

Nel corso della sua carriera, Kukushkin ha affrontato diverse generazioni di campioni, da Roger Federer, Rafael Nadal e Djokovic fino ai protagonisti dell’attuale circuito. Proprio Sinner e Alcaraz, secondo il kazako, rappresentano una categoria a parte.

«Sono semplicemente a un altro livello. Riescono a fare cose che la maggior parte degli altri giocatori non può fare, credetemi. Sono incredibili fisicamente e atleticamente», ha spiegato, sottolineando come oggi molti tennisti siano capaci di colpire forte e giocare in maniera aggressiva, ma pochi riescano a raggiungere il livello dei due dominatori del circuito.

Le differenze emergono soprattutto nelle caratteristiche tecniche. «Jannik riesce a colpire fortissimo dalla linea di fondo, sembra che possa fare qualsiasi cosa con la palla. E ha migliorato moltissimo anche il servizio, un elemento fondamentale nel tennis moderno», ha osservato Kukushkin.

Su Alcaraz, invece, ha evidenziato la completezza del repertorio: «Carlos può fare davvero qualsiasi cosa con la racchetta. Ha una smorzata incredibile, trova angoli straordinari».

A impressionarlo particolarmente è però il lavoro delle gambe dello spagnolo. La capacità di mantenere una posizione molto bassa, con le ginocchia piegate anche negli spostamenti laterali, gli consente di combinare potenza, stabilità e continuità. «Quando riesci a colpire così forte mantenendo quella regolarità, diventa difficilissimo affrontarti», ha concluso.

L’ultimo saluto ad Almaty: “Non ho rimpianti”

Per Kukushkin è arrivato anche il momento di congedarsi dal tennis professionistico. Nato in Russia e diventato cittadino kazako nel 2008, l’ex numero 39 del mondo ha scelto Almaty per disputare l’ultima partita, davanti alla famiglia e al pubblico del Paese che ha rappresentato per gran parte della carriera.

La sconfitta contro Tsitsipas ha chiuso un percorso durato circa vent’anni, vissuto con emozione e gratitudine. «È molto emozionante concludere la carriera qui, con i miei familiari sugli spalti. È qualcosa che ho sempre sognato. Sto cercando di godermi ogni secondo di questa esperienza», ha raccontato.

Il trasferimento in Kazakistan ha rappresentato una svolta decisiva. Quando arrivò nel Paese, Kukushkin occupava una posizione intorno al numero 130 del ranking e faticava a entrare stabilmente tra i primi cento. Il sostegno della federazione gli permise di crescere e di proseguire a lungo la propria esperienza nel circuito.

«È stata una scelta assolutamente giusta», ha spiegato, ricordando anche le emozioni vissute in Coppa Davis e le sfide contro i più grandi campioni della sua epoca.

Quanto ai rimpianti, il kazako non guarda indietro con amarezza: «Certo, si può sempre pensare che qualcosa si sarebbe potuto fare meglio. Ma ho sempre cercato di dare il massimo. Mi sono goduto la carriera, è stata un’esperienza straordinaria».

E, tra i ricordi che porterà con sé, ci sarà anche quella vittoria contro un giovanissimo Sinner: un successo che oggi, con il senno di poi, vale una piccola curiosità nella storia del tennis.