Meno tornei, maggiori incentivi economici e un ranking che premi soprattutto i risultati negli appuntamenti più prestigiosi. Sono queste le direttrici della riforma che l’ATP, sotto la guida del presidente Andrea Gaudenzi, sta studiando per ridisegnare il circuito professionistico. Le ripetute assenze di campioni come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno riportato al centro il problema di un calendario particolarmente impegnativo, con il rischio di perdere i protagonisti proprio nei tornei più attesi.
L’obiettivo è rendere più conveniente per i giocatori concentrarsi sulle competizioni di maggior rilievo, riducendo la necessità di accumulare presenze durante tutta la stagione. Una strategia che punta a conciliare la tutela della salute degli atleti con l’interesse del pubblico e degli organizzatori.
Bonus e contributi: sul tavolo 105 milioni di dollari
Il piano prevede un investimento complessivo di 105 milioni di dollari, distribuito attraverso diversi strumenti economici. Il Bonus Pool riservato ai primi 30 giocatori del ranking dovrebbe salire dagli attuali 21,5 milioni a 50 milioni di dollari.
È previsto inoltre un bonus di fine stagione da 25 milioni destinato ai primi 250 tennisti del mondo, insieme a circa 30 milioni di dollari all’anno in contributi pensionistici per 300 atleti.
Gli incentivi dovrebbero offrire maggiori garanzie economiche ai professionisti e rendere meno necessario un calendario fitto di partecipazioni per sostenere i propri guadagni.
Ranking e calendario, la riforma punta sui tornei più importanti
L’intervento riguarderà anche il sistema di classifica. La proposta mira a valorizzare maggiormente i punti conquistati nei tornei più prestigiosi, riducendo il vantaggio competitivo derivante dalla partecipazione a un numero elevato di eventi.
Parallelamente, l’ATP punta a riorganizzare il calendario attraverso settimane dedicate a specifiche categorie di tornei. Nel progetto rientra anche l’introduzione di un decimo Masters 1000 in Arabia Saudita.
La nuova struttura dovrebbe garantire ai giocatori più margine nella scelta degli appuntamenti, attenuando la pressione a competere senza interruzioni. La sfida per l’ATP sarà trovare un equilibrio tra le esigenze commerciali del circuito e la necessità di preservare la condizione fisica dei suoi protagonisti.




