Carlos Alcaraz ha una nuova voce. La separazione da Juan Carlos Ferrero ha aperto una fase diversa per il tennista spagnolo, che ora si sente padrone del proprio percorso. Una maturazione evidente. “Posso esprimere la mia opinione, prendere decisioni e comunicare di cosa ho bisogno”, ha spiegato al podcast del Mutua Madrid Open, indicando come ora sia lui a stabilire i ritmi di allenamento e riposo. Niente più nervosismo. L’obiettivo è affrontare tutto con più calma e divertirsi in campo.
Tra Parigi e Murcia
Il nuovo assetto tecnico, con Samu Lopez promosso a coach e il fratello Alvaro in un ruolo più centrale, accompagna Alcaraz verso il Roland Garros. Resta l’incognita sul polso. Il problema fisico tiene i tifosi in attesa, mentre si profila all’orizzonte un possibile duello con Jannik Sinner sulla terra rossa parigina. Alcaraz non ha fretta. Per ritrovare l’equilibrio, la ricetta è tornare a casa, a Murcia, dove si allontana dalla pressione mediatica. “Lì torno a essere il ragazzino di sempre”, ha confidato. “Faccio le cose più semplici con i miei amici, questo mi riporta con i piedi per terra”.
La sfida a Murray sul green
Lontano dal tennis, la mente di Alcaraz è occupata da un’altra passione: il golf. Anche qui, c’è un traguardo da raggiungere entro la fine dell’anno. L’ambizione è abbassare il suo handicap da 12 a 5, un livello che gli permetterebbe di competere con un altro campione del circuito. La sfida è lanciata. “Se ci riuscissi, potrei finalmente sfidare e battere Andy Murray”, ha dichiarato. “Se lo incontrassi oggi mi annienterebbe, ma tra qualche mese…”.




