Roddick difende Sinner: "La complessità del suo gioco non annoia"
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Roddick difende Sinner: “La complessità del suo gioco non annoia”

Andy Roddick difende Jannik Sinner dalle critiche, evidenziando la sua crescita costante e la complessità tattica che lo rende un giocatore dominante.

Andy Roddick ha espresso ammirazione per Jannik Sinner. L’ex numero uno del mondo ha commentato la superiorità dell’italiano, in particolare dopo la finale di Madrid contro Alexander Zverev. Roddick ha anche respinto le accuse secondo cui il gioco di Sinner sarebbe noioso o negativo per il tennis.

Dominio e trasformazione

La finale di Madrid, vinta in 57 minuti, ha mostrato un Sinner dominante. Roddick allarga subito il discorso. L’assenza di Carlos Alcaraz rende ancora più evidente il divario attuale nel circuito: “Quando Carlos non c’è, la differenza diventa lampante“, osserva, ricordando come in passato Zverev fosse stato competitivo contro Sinner, mentre oggi il rapporto si è completamente ribaltato.

I dettagli tecnici

Il punto centrale resta l’evoluzione: “È assurdo confrontare il Sinner di quattro anni fa con quello di oggi. Forza, movimento, servizio: ora gioca come un adulto fatto e finito“. Secondo l’ex numero uno del mondo, Jannik avrebbe già potuto vincere diversi Slam limitandosi alla sua base di gioco: “Quel livello in cui entra in campo e ti spinge fuori a colpi di potenza gli basterebbe per vincerne cinque“.