Safin critica il tennis attuale: 'Sinner e Alcaraz non sarebbero al vertice nell'era dei Big 3'
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Safin critica il tennis attuale: ‘Sinner e Alcaraz non sarebbero al vertice nell’era dei Big 3’

Marat Safin non usa mezzi termini e attacca il tennis di oggi. Secondo l’ex numero uno, il livello è calato e Sinner e Alcaraz non avrebbero dominato nell’era di Federer, Nadal e Djokovic.

L’analisi di Marat Safin sul tennis contemporaneo è tagliente. L’ex numero uno del mondo non usa giri di parole per esprimere il suo punto di vista critico sullo stato del circuito ATP. In una conversazione su YouTube con la sorella Dinara Safina e la tennista Anna Chakvetadze, il russo ha messo in discussione il dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, sostenendo che il livello generale sia diminuito drasticamente rispetto al passato.

Un paragone con il passato

Safin non intende sminuire il talento dell’italiano e dello spagnolo, ma contestualizzarlo in un’epoca che ritiene meno competitiva. Il confronto con le leggende del passato è diretto. “No, non sono minimamente al livello di Federer. È un livello completamente diverso”, ha affermato, aggiungendo che per raggiungere quel traguardo “bisogna ancora crescere molto”. Il suo giudizio si estende all’intera epoca d’oro del tennis recente. “Se Sinner e Alcaraz avessero giocato nell’era di Nadal e Djokovic, o anche nei primi anni 2000, non sarebbero diventati numero uno o numero due al mondo. Non credo che sarebbero arrivati così lontano”, ha spiegato Safin, ribadendo che si tratta di una sua personale opinione.

Meno competizione ai vertici

La critica principale dell’ex tennista russo riguarda la profondità del circuito. Secondo lui, la base di giocatori in grado di competere ad alti livelli si è notevolmente ridotta, rendendo il percorso nei tornei meno impegnativo per i migliori. “Il livello del tennis è calato. Non so perché sia successo, ma il livello non è più lo stesso”, ha dichiarato. Safin ha ricordato come durante la sua carriera la pressione fosse alta fin dai primi turni, a differenza di oggi. “Prima c’erano trenta o cinquanta giocatori capaci di giocare un tennis straordinario. Ora, al massimo, ce ne sono dieci. Arrivano in semifinale o in finale senza perdere un set, e trovo la cosa quasi ridicola”.