Un lato inedito di Jannik Sinner emerge dalle pagine del libro “The Cruelest Game” di Matthew Futterman, dedicato al mondo del tennis professionistico. A svelarlo è il suo coach, Darren Cahill, che racconta con ironia il comportamento del suo allievo lontano dai campi da gioco, in particolare durante le partite a carte.
Un “prestigiatore” al tavolo da gioco
L’allenatore australiano ha descritto un Sinner quasi irriconoscibile rispetto all’atleta concentrato che il pubblico conosce. “Dobbiamo stare attenti a Jannik. È un po’ uno da giochi di prestigio”, ha raccontato Cahill. Secondo il suo mentore, durante le partite tra i membri del team, bisogna tenere gli occhi aperti. “Ogni tanto sparisce qualche carta mentre giochiamo e bisogna tenerlo d’occhio”. Il segnale per capire se qualcosa non torna è inequivocabile: il suo sorriso. “Di solito, quando sorride sappiamo che qualcosa non è filato liscio, che qualcosa è stato sostituito”, ha aggiunto scherzando. La sua abilità nel nascondere le emozioni, però, sembra limitata al gioco delle carte. Alla domanda se Sinner debba migliorare la sua “poker face”, Cahill ha replicato divertito: “Lo caccerebbero da un casinò di Vegas abbastanza in fretta”.
La tempesta dietro la calma apparente
Questo aneddoto si lega a una confessione fatta dallo stesso Sinner in passato, che descriveva la sua apparente impassibilità in campo in modo molto diverso. L’immagine del giocatore calmo e controllato nasconde una realtà interiore ben più turbolenta, come da lui stesso ammesso. “Sembro tranquillo dall’esterno? Sì, dall’esterno… dentro è un completo disastro”, aveva spiegato il tennista. Una lotta interiore che Sinner ha imparato a gestire, anche grazie a una maschera di compostezza. “C’è una tempesta in corso. A volte devi giocare con la poker face…”




