Jannik Sinner avanza a Wimbledon, ma le sue parole dopo la vittoria contro il portoghese Borges aprono un velo di incertezza sul suo stato fisico. Il numero uno del mondo ha fatto riferimento al malore accusato un mese fa al Roland Garros, confermando che la questione non è ancora del tutto superata. Nonostante il successo in tre set, l’attenzione si è spostata sulle sue dichiarazioni, che lasciano aperti diversi interrogativi sulla sua condizione.
Un problema identificato ma non risolto
Il tennista altoatesino ha spiegato di aver compreso la natura del problema dopo le visite mediche sostenute al San Raffaele, ma la soluzione non è immediata. “Abbiamo capito il problema e potrebbe ricapitare”, ha detto Sinner in conferenza stampa. Le sue parole suggeriscono che la causa non sia legata a un singolo episodio facilmente isolabile. “Ci vorrà del tempo per risolverlo”, ha aggiunto, senza entrare nei dettagli specifici. Il suo team sta lavorando per trovare le contromisure adeguate, ma l’incertezza rimane. “Se dovesse venir di nuovo fuori, vorrà dire che forse questa non è la strada giustissima, ma poi vediamo”, ha dichiarato, lasciando intendere un percorso di gestione ancora in fase di definizione.
Le ipotesi e la gestione del torneo
Mentre il mistero si infittisce, tra gli osservatori circolano diverse ipotesi, dall’affaticamento fisico per le tante partite ravvicinate alla tensione nervosa di un Grande Slam. La Gazzetta dello Sport ha anche avanzato la possibilità di una difficoltà nella gestione della temperatura corporea. Sinner, dal canto suo, non sembra preoccupato dall’eventuale aumento del caldo a Londra. Ha poi chiarito un piccolo allarme rientrato: “Ieri mi sono svegliato e non sentivo benissimo il mio corpo”, spiegando che si trattava solo di un fastidio legato a una scivolata nel match d’esordio contro Kecmanovic. La fiducia, però, non manca, come dimostra il suo commento sulla prestazione: “Nel secondo turno ho giocato meglio dell’esordio e oggi in campo mi sono sentito bene, quindi posso essere tranquillo”.




