Qinwen Zheng festeggia i 24 anni con una vittoria di prestigio al WTA 1000 di Pechino. La cinese supera Elina Svitolina, numero 7 del mondo, con il punteggio di 6-3, 7-6(8), conquistando un posto in semifinale davanti al pubblico di casa. Un risultato che conferma i progressi mostrati nelle ultime settimane, dopo aver raggiunto per la terza volta in carriera i quarti di finale degli US Open.
La rinuncia a Cincinnati e il lavoro con Pere Riba
La risalita di Zheng è passata anche dalla decisione di saltare il torneo di Cincinnati durante l’estate, per concentrarsi sulla preparazione. Una scelta maturata in un periodo complicato, sia sul piano fisico sia su quello mentale. In conferenza stampa, la cinese ha raccontato anche il confronto con il suo allenatore Pere Riba: «Dentro di me ero davvero arrabbiata. Ma dovevo calmarmi e dire di sì, perché quella era la realtà».
Il tecnico le aveva ricordato quanto fosse cambiata la sua situazione in classifica, dopo la discesa fino alla posizione numero 140, e la necessità di ascoltarlo maggiormente in campo. Zheng ha accettato il confronto, trasformando quel momento difficile in un’occasione per lavorare sui propri limiti. «A quanto pare, gli sforzi stanno dando i loro frutti», ha riconosciuto.
«I momenti difficili mi hanno aiutata a migliorare»
La fase complicata ha cambiato anche il modo in cui la cinese guarda alle vittorie. «La lezione più importante che ho imparato è che i momenti difficili non sono necessariamente negativi», ha spiegato, sottolineando come le difficoltà le abbiano permesso di individuare le proprie debolezze e trovare nuove motivazioni.
Zheng ha raccontato di aver imparato ad apprezzare maggiormente ogni successo: «Un tempo pensavo che vincere una partita fosse normale come bere un bicchiere d’acqua. Adesso, invece, sono più grata per ogni vittoria, perché ho capito quanto impegno ci sia dietro ciascuna di esse».
Dopo essere salita fino al quarto posto del ranking mondiale, la cinese occupa attualmente la 54ª posizione e sta cercando di risalire la classifica. La semifinale di Pechino rappresenta un’altra conferma del lavoro svolto negli ultimi mesi e della ritrovata fiducia nel proprio tennis.




