Novak Djokovic ammette che il ritiro si avvicina, ma non considera ancora conclusa la propria storia ai vertici del tennis mondiale. Il serbo ha affrontato il tema durante il Fanatics Fest di New York, nella città che ospiterà lo US Open 2026, torneo nel quale proverà a inseguire nuovi traguardi della sua carriera.
“Il mio ritiro è più vicino che mai”, ha dichiarato il vincitore di 24 titoli del Grande Slam. Parole significative per un giocatore che negli ultimi anni aveva spesso evitato di indicare una possibile data per la fine del proprio percorso.
Djokovic resta competitivo, ma il fisico cambia le prospettive
I risultati confermano che Djokovic è ancora in grado di competere con i migliori. Nelle ultime sette partecipazioni Slam ha raggiunto sei semifinali, battendo anche Jannik Sinner agli Australian Open e arrivando fino alla finale di Melbourne contro Carlos Alcaraz.
Il principale ostacolo, però, sembra essere diventato il recupero fisico. A Wimbledon, dopo una battaglia di cinque ore e quindici minuti contro Félix Auger-Aliassime nei quarti di finale, il serbo non è riuscito ad affrontare la sfida con Sinner nelle condizioni migliori.
“Sento ancora di poter giocare ai massimi livelli e i risultati lo confermano. Posso essere competitivo, ma quel momento si sta avvicinando”, ha spiegato Djokovic.
Il serbo ha poi raccontato come ogni campione arrivi alla fine della carriera seguendo un percorso diverso: alcuni scelgono di fermarsi al vertice, altri vengono condizionati dal fisico, mentre altri ancora capiscono di non poter più reggere il confronto con le nuove generazioni.
“Non so se esista un modo perfetto per ritirarsi. Mentirei se dicessi di non pensarci”, ha ammesso, ricordando anche una frase di Andre Agassi: “Non so quando arriverà la fine per Novak, ma sono sicuro che, quando arriverà, sarà improvvisa”.
A New York tre record da inseguire
Prima di pensare al futuro, Djokovic avrà una nuova occasione allo US Open. A 39 anni il serbo potrebbe raggiungere tre importanti primati, due dei quali senza necessariamente conquistare il titolo.
Il traguardo più prestigioso sarebbe diventare il campione maschile più anziano nella storia del torneo. Il record assoluto appartiene a William Larned, vincitore nel 1911 a 38 anni, 8 mesi e 3 giorni. Djokovic possiede già il primato dell’Era Open grazie al successo del 2023, ottenuto a 36 anni e tre mesi, ma un nuovo trionfo a New York gli permetterebbe di superare anche il dato storico e conquistare il 25° Slam.
La sfida ai record di Connors
Gli altri due obiettivi riguardano Jimmy Connors. Djokovic arriverà a Flushing Meadows con 95 vittorie nel singolare maschile dello US Open, tre in meno rispetto alle 98 dell’ex campione statunitense.
Per superarlo dovrà ottenere quattro successi e raggiungere almeno i quarti di finale, arrivando così a quota 99 vittorie nel torneo.
Connors detiene anche il primato per numero di incontri disputati nello Slam newyorkese: 115 contro i 110 di Djokovic. Il serbo avrebbe quindi bisogno di disputare sei partite per raggiungere quota 116 e diventare il nuovo recordman. Per riuscirci dovrà arrivare in semifinale e scendere in campo, indipendentemente dall’esito della sfida.
Djokovic ha già vinto lo US Open quattro volte, nel 2011, 2015, 2018 e 2023, disputando dieci finali complessive. Proprio a New York ha conquistato l’ultimo titolo Slam della sua carriera, tre anni fa.
Un’ultima sfida contro il tempo
I numeri raccontano la straordinaria continuità del serbo, ma un eventuale successo a 39 anni avrebbe un significato ancora maggiore. Vorrebbe dire riuscire a superare sette partite al meglio dei cinque set e battere ancora i principali protagonisti della nuova generazione.
La presenza di Sinner, Alcaraz e degli altri giovani campioni rende il percorso particolarmente difficile. Djokovic, però, continua a trovare motivazioni per restare competitivo.
“Cerco ancora di godermi la competizione. Del ritiro parleremo più avanti”, ha concluso il serbo.
La fine della carriera sembra più vicina, ma non è ancora arrivata. Prima di chiudere il proprio percorso, Djokovic vuole ancora provare a scrivere un altro capitolo della sua storia a New York.




